Perchè un blog sull’Ecm

Dopo tanti annunci, seguiti da altrettanti rinviii, ha avuto inizio la nuova era dell’Educazione Continua in Sanità! La FAD era già partita lo scorso anno, ma diciamolo chiaramente, l’appuntamento più atteso in termini di impatto era con la formazione residenziale. In uno scenario pieno di incertezze, complicato da una coesistenza ancora per 6 mesi (sarà davvero così?) del cosiddetto “doppio binario” di accreditamento, la confusione regna sovrana. Questo blog nasce semplicemente con lo scopo di trovare un punto di incontro, un Agorà per l’appunto, dove i Provider già accreditati,  quelli in procinto di esserlo e comunque tutti coloro che operano in questo ambito possano confrontarsi, raccontare le reciproche esperienze, le problematiche incontrate, i dubbi e le perplessità che via via emergono nel nostro lavoro. Per la lunga esperienza maturata  nell’ambito dei servizi in sanità sono consapevole che il nostro è un mondo di “navigatori solitari”, abituati a coltivare ognuno il proprio orticello. Al tempo stesso chi ha partecipato al Forum di Cernobbio avrà notato che tra Istituzioni, Società Scientifiche, Federazioni e quant’altro, una  voce comune che rappresentasse i Provider si è fatta sentire in tutto il suo….silenzio.

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5 pensieri su “Perchè un blog sull’Ecm

  1. Ringrazio A. Russo per la cortesia di avere aperto un blog sull’ECM – nuova gestione, che spero possa contare su un proficuo scambio di idee. Soprattuto per, come dice Alfredo, provare a togliere il silenziatore al provider… Strano a dirsi, ma in questo paese dove ci sono albi e associazioni e gruppi ecc. e tavoli a cui le rappresentanze di quegli albi e associazioni e gruppi ecc. sono sempre invitati per concertare strategie e piani e azioni, nel settore dell’ECM: nulla. Tutto si progetta e pianifica e decide senza che i provider possano anche appena appena suggerire… Ma perché non costituire una vera e propria associazione, rigida, seria, competente, che si proponga per essere ammessa nella CNFC e nei consessi vari? Non sarebbe cosa disdicevole, anzi: la voce di chi concretamente lavora per l’ECM, sia FAD sia residenziale… Un saluto

  2. in effetti … dopo anni di tanto lavoro mi ritrovo a dover re-imparare tutto da capo. Lo faccio volentieri … ma se ci sono le regole per farlo.

  3. concordo… proprio oggi ho dovuto affrontare la solita telefonata agenas/aifa/agenas senza trovare nemmeno una risposta.. per l’associazione provider ci sono al 100 % 🙂

  4. COMPLIMENTI PER L’INIZIATIVA CREDO CHE VE NE SIA UN GRAN BISOGNO. RESTO ANCHE IO CON LE VS STESSE PERPLESSITA’ NON RIUSCENDO A TROVARE RISPOSTE SUFFICENTEMENTE CERTE NEL FAMOSO QUANTO LABILE MANUALE. AUSPICO CHIARIMENTI E REGOLE CERTE E NON FRAINTENDIBILI E CHE NON NECESSITINO DI ASSUMERE IN AZIENDA UN LEGALE SOLO PER LA LORO INTERPRETAZIONE! QUALCUNO DI VOI PUO’ CHIARIRMI LA FIGURA DEL PARTNER DA POCO INSERITA?? IL SENSO E’ SE TUTTA LA RESPONSABILITA RICADE SEMPRE SUL PROVIDER QUESTA FIGURA CHE FA? PUO’ OCCUPARSI DI MOLTE COSE, LOGISTICA, SEDI, TIPOGRAFIA EMAILING MA SOTTO LA NS RESPONSABILITA’ PERTANTO SI CONFIGURA COME UN PRESTATORE D’OPERA ….O MI SBAGLIO E GODE DI AUTONOMIE E QUINDI DI RESPONSABILITA’

  5. Caro collega
    Intanto ti ringrazio per avermi contattato e reso partecipe della tua brillante iniziativa che approvo in pieno.
    Le problematiche e le difficoltà che stiamo incontrando sono molte, naturalmente si tratta di un periodo di rodaggio e quindi tante di queste si risolveranno strada facendo. Il nostro obiettivo quindi non deve limitarsi solo alla risoluzione delle problematiche operative quotidiane, alla gestione del passaggio dal vecchio al nuovo sistema riuscendo ad interpretare e a condividere l’esperienze personali, ma deve essere quello di poter avere voce in capitolo nelle decisioni che la Commissione discute e delibera in tema di Normativa ECM.
    Sono convinto che molti di noi hanno esperienza pluriennale maturata nel settore ed hanno gestito con successo centinaia di eventi acquisendo così la visione globale della filiera della formazione a partire dalla progettazione, la gestione dei docenti e discenti, le fasi operative, la ricerca delle risorse e i contatti con gli sponsor, pertanto sono in grado di offrire un valido contributo alla Commissione.
    Di fatto oggi questo non accade, non siamo chiamati in causa perché chi rappresentiamo ? Nessuno! Siamo navigatori solitari e quindi siamo presi dalla routine delle problematiche operative contingenti come ad esempio quella delle schede tecniche in cartella (io ho votato no)
    Non c’è possibilità di confronto con la Commissione su alcune problematiche e criticità che spesso vengono da noi evidenziate singolarmente ai referenti ECM ma che invece dovrebbero essere raccolte e presentate da un organismo di rappresentanza dei Provider. Un esempio emblematico è la criticità della diversa tempistica (30 e 60 gg) tra la procedura ECM e quella di autorizzazione dall’AIFA necessaria per le Aziende farmaceutiche che forniscono un contributo per l’evento.
    In definitiva si ha la sensazione di essere considerati degli esecutori che devono applicare il regolamento in maniera spesso rigida e inflessibile senza spirito critico o possibilità di interventi e/o variazioni spesso, almeno in questa fase, dovendo interpretare singolarmente alcune regole e/o alcune risposte che ci vengono fornite.
    Pertanto ritengo che sia auspicabile, per non subire il processo ma per contribuire a governarlo, la possibilità di essere rappresentati da una Associazione o Federazione di categoria che possa essere presa in considerazione dalla Commissione nelle sedi opportune in cui si discutono le varie linee guida in maniera da poter far presente la nostra opinione sulla operatività e applicabilità delle regole, come del resto la Commissione ha fatto e sta facendo con Farmindustria e Assobiomedica.
    In definitiva dal confronto con la realtà dei Provider che ogni giorno si interfaccia con il sistema ECM, con i docenti, discenti e spesso anche con gli sponsor farmaceutici e le loro diverse procedure dovrebbero delinearsi le linee guida condivise per poter impostare e quindi gestire l’attività di formazione. Questo permetterebbe di lavorare con minori difficoltà e con la certezza di ottemperare al Regolamento.
    Pertanto solleciterei nel breve l’illuminato e proattivo collega Russo a cercare anche telematicamente di individuare una task force di persone che possano prender contatto con la dr.ssa Linetti per promuovere un incontro in cui possano essere presentate le nostre istanze e un seminario di approfondimento sul Regolamento.
    Infine un altro aspetto importante da chiarire è l’incertezza del nostro ruolo di Provider Provvisori riconosciuti con il nuovo sistema , in quanto se a giugno 2011 il vecchio sistema fosse prorogato mi chiedo a cosa serve il nostro sforzo (non solo economico) per l’accreditamento e la gestione degli eventi con le nuove regole?
    E’ chiaro che nessuno deve essere escluso senza validi motivi, per carità tutti abbiamo diritto di lavorare però tutti con le stesse regole!

    Concludo con una esortazione, SE NON CI ORGANIZZIAMO ORA QUANDO?

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