Pianificazione formativa o semplicemente accreditamento Corsi?

Non so se è capitato anche a voi, ma negli ultimi 30 gg si sono fatte più frequenti le richieste via email di preventivi per l’accreditamento di Corsi Ecm da parte di agenzie congressuali o società scientifiche.

Vi confesso che lo scorso anno ho ceduto alla tentazione ed ho risposto ad alcune di queste richieste inviando un preventivo ma al tempo stesso auspicando un incontro allo scopo di definire un reale rapporto di partnership. Con alcuni siamo anche riusciti ad incontrarci e quindi passare ad uno step successivo mentre nella maggior parte dei casi il silenzio è stato assoluto.

In generale comunque, se la cosa può interessarvi, nessuno di questi “contatti” si è poi concretizzato in un progetto formativo.

La sensazione è che molte di queste richieste giungano da società o agenzie che realizzavano Corsi Ecm con il vecchio sistema e che non avendo, per svariati motivi, ottenuto lo status di Provider con il nuovo ordinamento, cerchino qualcuno a cui “appoggiarsi”.

Ma il profilo del nuovo Provider Ecm, o almeno quello a cui dovremmo tendere nei “desiderata” della Commissione Nazionale, è oggi più vicino a quello di una Società di Formazione piuttosto che ad una Segreteria che gestisca pratiche Ecm.

Non è per questo che prepariamo un piano formativo annuale?

In quest’ottica mi chiedo e chiedo anche a voi: ma queste richieste sono compatibili e coerenti con l’impostazione del nuovo ordinamento Ecm?

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6 pensieri su “Pianificazione formativa o semplicemente accreditamento Corsi?

  1. Condivido sia l’esperienza descritta che l’approccio; prendo però atto che il problema sussiste e forse una iniziativa che metta in relazione i piccoli provider privati potrebbe essere una soluzione.
    Ovviamente si tratta di definire alcune questioni:
    1) la valutazione della qualità e coerenza dei prodotti formativi per cui viene fatta la richiesta
    2) il rispetto per le specifiche competenze di chi chiede supporto
    3) una gestione snella della componente amministrativa.

    CI STAREBBE BENE UNA RETE NAZIONALE DI PROVIDER CHE SUPPORTA LE SINGOLE ORGANIZZAZIONI CHE SI DEDICAVANO AI VECCHI EVENTI.

    Probabilmente selezionando tra associazioni e gruppi di professionisti e evitando gli enti che tradizionalmente si occupavano di congressi e logistica.

    MAZZARO DARIO, FOCUSFAD SRL

  2. Ciao a tutti,
    credo che il piano formativo sia un ostacolo e impedisca di lavorare meglio e più velocemente con chi possiede i contenuti scientifici ma non dispone dell’accreditamento ECM. Sarebbero buoni clienti. Nulla toglie al Provider di selezionare il materiale degno di crediti.
    Buon lavoro,
    Federico

  3. Anche a noi è capitata la richiesta di un preventivo per un evento formativo riservato a 50 medici, ovviamente essendo noi una ONLUS abbiamo ritenuto di proporre i soli costi di gestione (personale, un minimo di spese di segreteria e il pagamento dei crediti, ovvio), ma nessuna risposta abbiamo ricevuto. Da oggi in poi alcune persone interessate, tra cui la ex Agenzie, devono comprendere e capire che non è nostro stile mercanteggiare e che per statuto, oltre alla tutela delle persone che soffrono di incontinenza e/o disturbi del pavimento pelvico, è prevista la formazione degli Operatori socio-santari. Ma soltanto perché siamo più che convinti che solo persone “qualificate e aggiornate” possono migliorare la nostra “qualità e quantità di vita” – persone che soffrono di incontinenza, etc.

  4. Ritengo che il Provider, che realmente voglia sopravvivere, deve necessariamente aprirsi alle richieste delle piccole associazioni e degli ex-organizzatori che oggi si trovano spiazzati dalle nuove regole. Non so che aria tiri nei vostri territori, ma dalle nostre aree geografiche (estremo Sud) la disaffezione verso la ECM è un dato in crescita. Almeno fino a ieri… ovvero fino a quando non è stata ventilata la concreta minaccia della sanzione agli inadempienti da parte degli Ordini di appartenenza.
    Questa novità potrebbe cambiare il clima che al momento definire stagnante è riduttivo. Ben vengano quindi iniziative atte a supportare le singole organizzazioni, con il patto che siano espressione di un qualcosa e non semplicemnte di una volontà di mettersi in affari.

  5. certamente questo è un problema che si sta manifestando sempre piu’ fortemente e che comporta un mondo di considerazioni e riflessioni. sopra di tutte queste resta però una certezza: per essere provider oggi si ha necessità di essere una azienda con la A appunto maiuscola. Struttura adeguata, personale adeguato, tecnologie di livello, certificazioni non certamente possibili a buon mercato e che comunque e giustamente richiedono un impegno di risorse e tempo…….ma credete davvero che sia possibile gestire positivamente una azienda solo con i progetti previsti nel piano formativo???? e tutti i convegni o corsi che strutturiamo o che ci vengono proposti in itinere….che facciamo li lasciamo andare????a mio giudizio l’importante è che vi sia spazio al contributo di tutti gli attori coinvolti e che quella trasparenza che agenas impone sia il comun denominatore di tutto il rapporto!!Non è facile, xo possibile in attesa di tempi megliori e di una programmazione piu’ precisa e puntuale oggi messa ancor piu’ in crisi dall’assenza di fondi.
    Maria Cristina

  6. Sono assolutamente d’accordo con Maria Cristina.
    in teoria FederCongressi ci dovrebbe rappresentare all’interno del sistema ECM ma APPARE EVIDENTE che così non è. Sono anni che assistiamo o meglio subiamo “il balletto delle direttive sul sistema ECM”.
    Credo che, essendo dei professionisti, dobbiamo pretendere un sistema chiaro ed ADEGUATO relativo alla Formazione in Medicina. sono anche convinta che DOBBIAMO pretendere un dialogo aperto e costante con l’ Agenas.
    Essendo noi gli attuatori del sistema NON POSSIAMO ESSERE CONSIDERATI PARTE PASSIVA!

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