Il Sistema Ecm ed il principio dei vasi in…comunicanti

vasi_comunicanti

Chiunque di voi si occupi di Ecm ne è consapevole: il principio dei vasi comunicanti ha, come ogni buon principio o regola, le sue eccezioni.

E così, in un Sistema già di per sé complesso, il provider si trova ogni giorno a dover affrontare obblighi, regole e scadenze dettate da Enti e strutture che non dialogano fra loro.

Un “classico” di questo principio è l’irrisolto rapporto tra Aifa e Agenas dove il termine dei 60 giorni dell’uno ignora quello dei 30 giorni dell’altro. L’incomunicabilità arriva a tal punto che Aifa, incurante dei termini di Agenas, esige che le Aziende nella “Richiesta di autorizzazione convegni e congressi” inseriscano l’ID Ecm.

Un’altra “eccezione”? Negli ultimi giorni Federcongressi, con meritevole azione nei confronti dei propri associati ed avvalendosi della consulenza di un prestigioso Studio Legale, ha cercato di dare un ordine alla complessa materia degli incarichi con compenso a docenti/relatori dipendenti di Enti pubblici.

Lo studio sottolinea che, nel richiedere l’autorizzazione ad un Ente di appartenenza, vale la regola del silenzio-diniego. In pratica, se dopo 30gg dalla richiesta l’Ente non risponde, l’autorizzazione si intende negata.

Pensando ai tempi medi di risposta degli Enti (quando rispondono!!) vengono i brividi.

Cosa fare in una situazione del genere? Secondo lo Studio Legale, si prospettano due possibili soluzioni: ripresentare la richiesta all’Ente o chiedere al docente/relatore (al quale inizialmente avevamo promesso un fee) di svolgere la sua attività a titolo gratuito.

Credo che chi abbia un minimo di esperienza in questo settore, possa ben comprendere come spesso sia difficile avere ancora tempo per una nuova richiesta (peraltro senza nessuna garanzia di risposta).

Sulle difficoltà e l’imbarazzo della seconda soluzione, lascio a voi le conclusioni.

Ma anche in questo caso l’Amministrazione dello Stato delibera e tutto il resto sono……obblighi del provider.

L’ultimo esempio non è, una volta tanto, legato all’Amministrazione pubblica ma ad un’associazione di categoria. Parliamo della “trasparency” con la quale Farmindustria si allinea agli standard europei del codice EFPIA sulla trasparenza.

Ai sensi dell’art. 3 dell’EFPIA HCP/HCO Disclosure Code del 15.8.2013, saranno pubblicati dalle Aziende Farmaceutiche nei propri siti web, i corrispettivi erogati ad Organizzazioni Sanitarie o Operatori Sanitari per le prestazioni rese.

In questo ambito rientrano anche, al momento, i corrispettivi erogati dal Provider ai suoi relatori/docenti.

Quindi nuovo impegno burocratico per i provider, con i diversi modelli che ciascuna Azienda avrà deciso di adottare per ottenere queste informazioni.

Il punto focale però è un altro: nel contratto standard che Agenas suggerisce e che utilizziamo ormai da tempo, enunciamo e sottoscriviamo “nessun compenso deve essere pagato dallo Sponsor direttamente al responsabile scientifico dell’evento, a singoli docenti o altri soggetti coinvolti nell’attività sponsorizzata. Tali pagamenti/rimborsi saranno effettuati esclusivamente dal Provider, sulla base del proprio regolamento interno formalmente approvato”.

Il Provider quindi, secondo un principio cardine del Sistema Ecm, definisce attraverso il suo Comitato Scientifico “in piena autonomia e senza alcuna influenza o interferenza” i relatori da coinvolgere e i compensi per ciascuno di essi.

Ma con le nuove disposizioni Farmindustria il relatore di un progetto formativo Ecm, formalmente pagato dal provider, di fatto finisce nell’elenco dei soggetti che hanno ricevuto compensi dall’Azienda: non è anche questa un’ulteriore disarmonia rispetto ai principi fondanti del Sistema ECM?

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8 pensieri su “Il Sistema Ecm ed il principio dei vasi in…comunicanti

  1. Ciao Gaetano, ti trascrivo questa legge ( poi ogni asl fa come vuole, ma lo sa solo chi ci lavora….)
    La legge Art.53 D.L.n. 165/2011 con modifiche introdotte dal D.L. n. 101/2013 “ disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” convertito in legge n. 125/2013 di cui è stato modificato il testo dell’art. 53 , comma 6 del D.L. n. 165/2001 inserendo la lettera f-bis per effetto della quale è stato ampliato il novero della fattispecie sottratte alla preventiva autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza . In particolare , con tale modifica, le attività di docenza e di ricerca scientifica non sono più considerate quali incarichi sottesi ad apposita autorizzazione ancorché eventualmente retribuiti

    1. Grazie Alberta per il tuo suggerimento. Sì anche a me sono capitate situazioni del genere ma, il più delle volte, con Aziende Ospedaliere Universitarie che riconoscono l’incarico di docenza compatibile con il rapporto di lavoro svolto. Il problema, come sempre, sta nella miriade di leggi, leggine e norme che rendono qualsiasi questione oggetto di interpretazione soggettiva. Un saluto. Alfredo

  2. infatti nessun compenso è pagato dallo Sponsor “direttamente”al responsabile scientifico dell’evento, a singoli docenti o altri soggetti coinvolti nell’attività sponsorizzata. Tali pagamenti/rimborsi saranno effettuati esclusivamente dal Provider, sulla base del proprio regolamento interno formalmente approvato”. Non tutte le aziende aderiscono a farmindustria comunque

  3. Buonasera e scusate se non è questo il posto giusto dove porre la domanda…Ma non trovo risposte altrove….Un provider può avere un regolamento interno che preveda chiaramente di non pagare alcun compenso ai docenti coinvolti in un evento residenziale? Su richiesta il provider è tenuto a fornire tale regolamento interno?

    1. Ciao Alessandra, in un ambito di regole sempre incerte come quello nel quale (ahimè) siamo ormai abituati a muoverci, ti risponderò con quello che è solo il mio punto di vista e non una certezza. Quindi ti dirò quello che farei io al tuo posto. Io lascerei il regolamento interno alle questioni procedurali piuttosto che al “quantum”, essendoci la possibilità che ti possa capitare prima o poi un docente al quale dover riconoscere un compenso. Il pagamento o meno di un compenso lo puoi invece specificare nella lettera di incarico che farai di volta in volta ai docenti per lo specifico evento. Se nel caso di docenti dipendenti della pubblica amministrazione la lettera di incarico è un obbligo (anche laddove la prestazione viene effettuato a titolo gratuito), personalmente ritengo sia buona regola prevederla per tutti. Spero di esserti stato utile.

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